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Casa R

Collocandosi tra dislivelli topografici e edifici esistenti, il progetto tenta di ridisegnare uno spazio “nodale” della città e di valorizzarne il potenziale urbano. L’area presenta diversi punti di interesse: per il suo porsi all’ingresso alla città, ma anche per la prossimità al centro urbano, come pure al lungo fiume (Piave) e al suo parco.

Si tratta, dunque, di un vero e proprio spazio nodale della città, che permette di ipotizzare la ricomposizione e l’ampliamento di un sistema di relazioni tra centralità consolidate e nuove, tramutandolo in luogo urbano.
Pur adottando un linguaggio architettonico nuovo e diverso da quello degli edifici preesistenti (anche da quelli a lui più vicini), si relaziona ad essi attraverso allineamenti e distanze, visibili e materializzate in nuovi spazi di transizione.
Fondamentale appare, per ricomporre il sistema delle relazioni – fisiche e visive – lostudio “basamento” dell’edificio. Il lavoro di articolazione dei diversi piani,agendo sulla topografia del sito, permette di riportare alla quota delle strade (Corso Silvio Trentin e Lungo Argine Superiore) nel loro punto di incrocio, lo spazio pubblico e commerciale, rendendolo visibile e facilmente accessibile.
L’idea progettuale pensa ai piani come “vassoi” sui quali possano articolarsi glispazi residenziali, secondo forme compositive variabili in funzione delle diverse esigenze. Mantenendo fisso il nocciolo centrale, rappresentato dagli spazi di connessione e servizio (scale e ascensore), gli alloggi ruotano attorno ad esso, prospettando i loro affacci su terrazze che corrono continue lungo tre lati dell’edificio, con bordo irregolare ma costante.
Anche nei prospetti, appare chiara la partizione tra i primi due piani, con massime aperture verso il fiume, e i soprastanti spazi residenziali. Il coronamento dell’edificio spicca per l’irregolare dinamismo dei due “cannocchiali”dell’attico, irriverenti volumi di rottura rispetto alla serialità dei piani sottostanti.

Credits:

Progettisti: C&P Architetti _ Luca Cuzzolin + Elena Pedrina
Collaboratori: Valentina Cendron, Nicola Tosello
Fotografia: Luca Casonato